mercoledì 24 luglio 2013

Final Cobra&Carbon - Ultimi racconti sull'India







Il viaggio è terminato...
ascoltiamoci l'ultima intervista andata in onda sabato 20 luglio 
sulle frequenze di Radio Onde Furlane...








Concludiamo, ringraziando Radio Onde Furlane per la preziosa collaborazione!!!



lunedì 8 luglio 2013

New Delhi



Goa, Vasco da Gama fino ad Udupi per la costa, Mangalore, Belur, Halebid, Bangalore, Mysore, 
Sultan Batheri, Nilambur, Kumbalanghi, Allapuzha, Kumily, Kodaikanal, Tiruchirapalli, Vaitheeswaran Koil,
Villupuram, Auroville, Chennai, Kavali, Anakapalle, Koraput, Kotapad, Rayagada, Srikakulam, 
Gopalpur on sea, Puri, Raj Nagar, Belasore, Raghunathganj, Siliguri, Madarihat, Nalbari, Guwahati, Nagaon, Jorhat, Majuli, Sibsagar , Mon , Tuli , Jorhat, Darjeeling ,Pelling, Yuksom, Damak,Barahakshetra, Kathmandu, Bandipur, Pokhara, Tansen, Kohalpur, Mahendranagar, Moradabad, New Delhi




   9.830 km all'attivo / km effettivi 11.700



Visualizza Muzane Indostan in una mappa di dimensioni

Post finale, cattivo come il male!!!


ultimo post - video

Mi ricordo come fosse ora il preciso istante in cui presi la decisione di intraprendere questo viaggio in moto.
Credevo fosse una cosa da niente. Mi credevo sicuro delle mie potenzialità e forte delle mie esperienze. Mi dicevo: "cosa sarà mai?! L'India e il Nepal sono dei posti come altri!!!"
Quanta ingenuità...
L'India e il Nepal non sono assolutamente dei posti come altri... non sono neanche lontanamente simili al peggior e al miglior luogo che possiate immaginare...

La commistione di emozioni che un unico scorcio di una strada riesce a generare è tale da coglierti di sorpresa. Delle volte è così intensa da creare un senso di disagio. È un pugno ben piazzato allo stomaco di quelli che ti strappano il respiro. È una carezza materna delle più dolci che ti bacia la pelle come soffice ovatta. È liquido amniotico che sgorga dalla fogna come fosse melassa andata a male. È un delizioso liquore alle rose che come seta rosa riveste il palato.

Percorrere le strade dell'Indostan a cavallo di una moto si è dimostrato tutt'altro che facile. Ma per un motivo in particolare è stata la scelta giusta. Perché questi due paesi si muovono in moto e far parte dell'immane flusso di motocicli che si aggirano per le loro strade è stato avere la possibilità di viverli dall'interno abbattendo all'istante la distanza di cultura, di religione e di approccio per lasciarsi travolgere dalle immense contraddizioni che li stritolano ed è stato rotolare nel fango di una terra in fermento che sa regalarsi senza riserve.  
Perle opalescenti montate su anelli splendenti e porci che sguazzano unti per strade luride tenuti assieme da una forza atavica e invisibile all'occhio pigro dell'occidente.
Forza che ha la pretesa di essere generatrice ma che dimentica di essere anche scoria che inquina la mente fino allo stremo.    La sera la terra, calda ed esasperata dal sole instancabile, rilascia tutto il calore residuo. Il puzzo della brodaglia che si è accumulata durante il giorno viene rilasciato con estenuante lentezza. La merda di mucca si fà aria e si respira con fatica in ogni angolo. Il viscido lerciume da denso diventa gassoso e infesta i polmoni stanchi da un'intensa giornata di puzza!
Mucche, rane e scarafaggi giganti scorrazzano allegri nella fanghiglia delle viuzze. Gli uomini rincasano ubriachi di vodka e rum. I materassi di canapa si rivestono di sporche lenzuola per concedere il meritato riposo a un popolo che fatica e a stento si lascia vivere in una terra piena di imprevisti e con poche probabilità.

Rifletti minuscolo essere che così eri e se non stai allerta così ritornerai.

Viviamo come funamboli. Camminiamo su corde che sono lame affilate. I piedi sanguinano ma non fanno male perché i tagli sono così sottili e continui che non ce ne accorgiamo neanche. E con la spregiudicatezza di un artista circense consumiamo la nostra vita nella convinzione di essere abili in quello che facciamo. Il suolo ci sembra vicino e crediamo che anche le cadute non fermeranno la nostra esibizione... ma è uno spettacolo sterile e nessuno applaudirà alla fine. Il suolo è distante mille miglia e la caduta non lascierà traccia del nostro corpo. Viviamo come artisti e tronfi crediamo in quello che facciamo quando invece la nostra esistenza è colma di amenità. Abbiamo inventato divinità per proteggerci e ambizioni per dare un senso a cose che dal punto di vista in cui mi trovo non hanno nessun significato. Proteggiamo i nostri figli come fossero le cose più importanti e crediamo di poterlo fare. Ci diamo costrizioni credendo in una possibile contropartita dopo la morte. 
Darei tutto quello che posseggo perché i vostri dèi fossero qui con me a vedere la miseria umana, i bambini che muoiono per strada, le deformità fisiche, la merda che sgorga dai pori... 
dèi che si nascondono indifferenti quando le cose vanno male ma che si interessano di qualunque cosa quando si tratta di morale.

Il ridicolo sfiora il grottesco ma il senso di vuoto che lascia è per me medicina per il cuore. Il percorso verso il nulla cosmico si fa gioia osservando la leggerezza umana che appena può fomenta altra leggerezza inconsapevole dei danni che provoca. 
Assopiti tra i vostri confort di velluto rosso riposate pure forti della convinzione che il vostro dio non si preoccupa della bambina nuda che sguazza tra le pozzanghere dimenticata da tutti.

Maleditemi, sfottetemi, consideratemi un fesso saccente o non consideratemi neppure, ma in India e in Nepal io ho visto cose che rimarranno scolpite nella mia mente come lacerazioni incurabili, cose così oltre il limite della decenza e dell'immaginazione da farmi rivoltare le budella. Come possa l'essere umano consentire a se stesso un tal disprezzo mi è poco chiaro. Forse in questo, nell'idea dell'aldilà, di una promessa dopo la morte, sta quel briciolo di energia che gli consente di trascinarsi avanti...

Ora il viaggio è concluso.
La mente dovrà superare strade impervie per dimenticare.
Il corpo invece gradirà il ritorno dopo lunghe fatiche.
In ultima analisi posso garantire che questi luoghi sono delle macchine del tempo che ci permettono di scrutare nel nostro passato. 

Scrivo da una baracca del tè a bordo strada. Dopo il Nepal sono tornato in India e si sente dal suono insopportabile e continuo dei clacson, dalla puzza di immondizia, dai transessuali che chiedono l'elemosina ma anche dai profumi di menta e di incenso, dal groviglio di razze, costumi e religioni e dai ciclorisciò che pedalano instancabili...
pedalano e pedalano...
e ancora pedalano...
uno che mi è appena passato davanti sembra Max Gazzè.. ma negro....
e pedala, pedala, pedala...


Arrivederci, a chi lo vorrà...
Rudy


"In genere scrivo così e non sto a pensarci, ma quando spedisco è come una piccola parte di me che se ne va nelle mani di  qualcuno lontano chilometri e chilometri, che si chiederà che cazzo sta succedendo o magari  userà la mia lettera come carta igienica"

John Lennon



"L'uomo che lotta per ciò che egli ritiene giusto, è libero. Per contro si può vivere nel paese più democratico della terra, ma se si è interiormente pigri, ottusi, servili, non si è liberi; malgrado l'assenza di ogni coercizione violenta, si è  schiavi. Questo è il male, non bisogna implorare la propria libertà dagli altri. La libertà bisogna prendersela, ognuno la porzione che può."

Ignazio Silone 



Non per paragonarmi a Lennon o a Silone ma:

"Siamo sempre soli!
nasciamo soli, muoviamo i nostri primi passi da soli, scopriamo l'amore e la tristezza da soli.
Siamo soli con noi stessi per tutta la vita e alla fine, per quante persone potremmo aver amato, odiato e avremmo al nostro capezzale, guarderemo in faccia la morte da soli... 
ma non con un pesante senso di solitudine, solo con la leggerezza di essere tra noi stessi."

Rudy Citossi





sabato 6 luglio 2013

29.06.2013

Collegamento telefonico con Rudy del 29.06.2013...Sulle frequenze di Radio Onde Furlane.
Buon Ascolto!!!




lunedì 1 luglio 2013

Guest or ghost house?




E per la rubrica "Il buon consiglio indo-nepalese" questa settimana ho quasi rischiato di morire...


Partiamo da un esempio. Se vi trovaste sfortunatamente a Mestre a mezzogiorno in un giorno torrido di estate e si avvicinasse un turista in infradito che vi chiede la direzione per i giardini della Biennale cosa fareste?
Beh, credo che chiunque, dopo aver capito che l'inconsapevole malcapitato è a piedi, gli spiegherebbe che non può andare laggiù perché i km sono troppi, lui è in ciabattine, senza acqua e il sole è tremendo!
Ma per gli indiani e i nepalesi non è così... tu hai chiesto la direzione e io ti dico qual'è... senza avvisarti dei pericoli e delle difficoltà che potresti trovare!! Egoismo o inconsapevolezza???



Bene, ieri chiedo al villaggio cosa c'è da vedere nella zona e mi danno il nome di due posti. Il primo un tempio e il secondo quello della grotta più grande d'Asia.
Dopo vari chilometri, in cui chiedo per conferma piú volte la direzione, i villani continuano a dirmi "go straight" senza aggiungere che i chilometri sono 5 ma il dislivello è di 400 metri. Devastato comunque arrivo in cima e lo spettacolo mi ripaga. Una vista  stupenda di valli e montagne piene di terrazzamenti per il riso che sembrano le curve di un corpo di una donna. Questi toni di verde, giallo e azzurro mi ricordano gli impressionisti e mi fanno riflettere sull'immensità dell'arte.



Ora la grotta...
prendo la moto e mi avvio. Arrivo in un villaggio di quattro case dove scorgo nascosto tra le baracche un cartello di legno marcio con la scritta "Siddha caves". Posteggio la bestia e intravedendo una scalinata che si inerpica sulla montagna chiedo quanto tempo ci vuole per raggiungere la grotta e con leggerezza mi dicono 30 minuti...



Daccordo che fumo, va bene che non sono allenato e non faccio sport da sempre, passi che a pranzo mi son fatto due birre, ma credo che un dislivello di 800 metri con un clima tropicale durante un monsone ammazzerebbe chiunque!
Ma la cosa disarmante è che nessuno ti dice nemmeno che la grotta è roba da speleologi. 400 metri dentro una gola immensa in ciabattine e pila led scarica che mi hanno dato all'entrata. La guida, un ragazzino di 20 anni, è vestito da speleologo e io sono in magliettina, borsetta e ciabatte. Sul biglietto c'è scritto che loro non sono responsabili per eventuali cadute, traumi o morte...
Immaginate le grotte di Postumia ma senza luci e senza nessuna barriera protettiva. Talvolta intravedo delle gole profonde decine di metri e noi stiamo camminando praticamente sul ghiaccio e scivolo di continuo. Dio santo sono anni che non mi sento così in pericolo. Buio pesto, lampade a led, migliaia di pipistrelli, freddo... disastri.
Dov'è Balrog?!?!



Ma anche qua dove la morte mi ha sfiorato ho potuto aver conferma della miseria umana che preferisce affidarsi ad una pietra sacra a Shiva alla fine di una grotta pericolosissima piuttosto di mettere qualche corda o paratia che potrebbe salvare davvero la vita... e Shiva se ne sta tranquillo e se la ride!




Faccio i conti con me stesso e pago il peso del viaggio. Sono stanco e dei batteri residui dell'ultima botta mi creano ancora problemi. Sono raffreddato, come tutti in questo momento, e non ho molta energia.



La guest house



Nella prima vogliono 1000 rupie per notte e nella seconda 1200. Io naturalmente sono disposto a girare ore pur di non pagare una cifra del genere. Piuttosto la investo in birra ma no per dormire. Tanto cerco e chiedo in giro finché non mi dicono che ci sarebbe un posto che fà 300 a notte...



Sembra la casa degli spettri... Grigia e cupa con finestre piccole e disfatte sta sopra una collina e domina lugubre il paesaggio. La sera escono i soliti ragnazzi che c'erano a Majuli... veloci come motorini e grandi come una mano...  ma in piú c'è anche qualche pipistrello che gira tranquillo tra le stanze basse. Lume a petrolio e pronti per l'apparizione del fantasma.
Ma come nelle fiabe invece dello spettro esce un baldo giovanotto a petto nudo pieno di tatuaggi e muscoloso. Capello lungo e occhio azzurro. Potrebbe fare il modello! Sul cuore ha tatuato un ritratto della madre con la scritta "Love u mom". Faccio uno più uno, osservando come mi guarda, e capisco che è omosessuale.  Altroché casa degli spiriti... ma io capito sempre in questi posti per caso oppure ho buon naso?!



Bandipur è un villaggio del Far West mescolato con un supermercato. La vista sarebbe magnifica se non piovesse di continuo... è comunque bello e rilassante stare qua. Mi ricorda incredibilmente Burano! Chi ha avuto la fortuna di passare l'aperitivo della sera nella calle principale di Burano la ritroverebbe qua con i vecchi che cantano e bevono, qualche turista che passeggia e alle 20, nel giro di 10 minuti, la via principale diventa deserta... tutti a cena che la vecchia ha fatto "bovoeti"... qua a cena trovi riso ma la fulminea sparizione è identica!


Rudy

martedì 25 giugno 2013


Collegamento telefonico con Rudy del 22.06.2013...Sulle frequenze di Radio Onde Furlane.
Buon Ascolto!!!




Maialini



giovedì 20 giugno 2013

Kathmandu, il superuomoscimmia e il crepuscolo degli idoli



Un caldo brodo rosso mattone che ribolle fremente in un'antica pentola di rame ossidato.
Ogni viscida bolla che sale lenta dal fondo esala un puzzo mostruoso. Il sapore della broda purpurea invece è delicato e sembra distillato di acqua di rose.
I muri dei templi assomigliano al colore che ha il ragù che ha bollito per ore.  Quel colore rosso cangiante che in base a come lo si osservi vira verso l'ottone e sembra quasi aver disciolta dentro di sè polvere d'oro che riflette la luce.
Sembrerà becero affiancare il pensiero di un tempio hindu a un ragù di carne di mucca ma vi assicuro che è stata la mia prima impressione. Sarò ossessionato dal cibo; probabile...

Ti investe veloce, ti passa di nuovo sopra mentre inerme schianti al suolo e non paga ti sorride delicata. Kathmandu è la migliore favola che vorrei mi fosse raccontata da mio padre prima di addormentarmi. Kathmandu è un paese perduto nel tempo e, chiaro come un'alba, risplende per la gioia degli occhi.
Strofinati il volto con morbida seta, trova la forza per prenderti sul serio ed entra fiero nella tana del lupo, e se sarai abbastanza coraggioso sopravviverai all'immensità di una città che potrebbe schiacciarti con un solo movimento della mano...

Scrivo seduto a un tavolo da "Snow Man" una vecchia pasticceria hippie del 1965 famosa per la "chocolate cake". Oddio quanto è hippie questo posto in "Freak Road"...
per certi versi mi ricorda la vecchia camera di mio fratello (F.m. I°), quel misto di oggetti anni settanta appesi ai muri, uno stereo che passa gli Steppenwolf, lampadari di vimini a palla e i muri intasati di scritte di avventori che parando qui trovavano il riflesso di casa. La torta è pazzesca e mi schiaffo anche una fetta di quella al caffè... mmmmh...
il vecchio mi ha promesso che domani mi passa la ricetta.

Tra le anguste vie della vecchia Kathmandu la vita si annida losca. Passaggi stretti ti portano in mondi che non potevi immaginare. Si intravedono bische e bordelli. Ballerine quattordicenni e vecchi che battono pentole in ottone. Meccanici luridi che lavorano al suolo e dentisti di strada. Niente é legale ma tutto si combina...

Kathmandu ha una vita nascosta; l'India nasconde la vita!

Saranno stati gli hippie a stravolgere lo sviluppo di questa città o sarà stata lei a prestarsi bene per la libertina cultura hippie? Non so ma sta di fatto che di old and new hippie questa città è piena e anche molti negozi si sono adeguati. Io poi dormo nella roccaforte e quindi sono invaso dagli invasati.


Il monsone grigio e ingombrante è arrivato prepotente e non dà tregua con le sue piogge battenti. Se mi avessero chiesto 5 mesi fà come mi sarei sentito a girare in ciabatte tra la merda e il fango e sotto la pioggia avrei di sicuro disapprovato ma, dopo tutto quello che ho visto, ora sto a mio agio.
Ci riflettevo stamattina. Un disagio unico: taxi, moto, ciclorisciò che ti sfiorano i gomiti; pozzanghere senza fondo e piene di liquami; sangue di animali macellati in strada; puzze orrende; pioggia incessante e io in ciabattina da frikkettone in pieno relax a gironzolare tra un tè nero e un gelevy... ma quanto mi hanno cambiato l'India e il Nepal?!


Kathmandu è una delle città con più templi al mondo ed è una delizia per gli occhi poter godere di tanta bellezza architettonica.
Mi sento un superuomo, un SuperUomoScimmia!!!!
Però l'ultima cosa che mi sarei aspettato da queste terre così surrealmente mistiche sarebbe stata proprio la conferma del mio nichilismo. Come possa la gente prostrarsi continuamente di fronte a religioni di cui hanno inteso poco o nulla non lo capisco.
Ti fottono i soldi però chiedono la grazia, bevono e fanno "la vita" ma offrono fiori a Ganesh, la corruzione dilaga ma recitano mantra...

Il crepuscolo di quello che avanzava tra le briciole dei miei idoli si è trasformato in buia e oscura tenebra proprio nel luogo dove il fragile uomo li ha inventati.

...nichilismo...


"Cercavo grandi uomini e ho trovato sempre e soltanto le scimmie dei loro ideali"
Friedrich Wilhelm Nietzche








mercoledì 19 giugno 2013


Collegamento telefonico con Rudy del 15.06.2013...Sulle frequenze di Radio Onde Furlane.
Buon Ascolto!!!


venerdì 14 giugno 2013

galline e triceratopi




Quando un indiano o un nepalese ti danno delle informazioni bisogna diffidare...
Il punto non è che l'informazione si dimostrerà errata ma che di sicuro non sarà completa e ciò che verrà omesso sarà di vitale importanza... e questo al 90 per cento delle volte vi metterà nella merda fino al collo...

Come sempre seguo inconsciamente le indicazione per andare a vedere un tempio in mezzo ai monti nepalesi, un tempio hindu particolarmente sacro per la confluenza di 7 torrenti sacri a loro volta.


45 minuti di strada degna di un rally, completamente distrutta e mezza franata mi sfianca tanto da obbligarmi a diverse pause. Caldo infernale e pioggia insistente! Non so più cosa aspettarmi. Penso se questo intestardirsi giova...

Giova, giova sempre.

Eccome se giova...

Devo lasciare la moto in una baracca perché mi fanno capire, in nepalese, che la strada non è agibile. Se la strada fin qui era mal ridotta d'ora in poi è un inferno tra guadi e pendenze di alta quota.

Dopo 20 minuti arrivo in un villaggio degno del Far West. Vetuste casupole di legno marcio che corrono parallele alla strada. Lerce "locande", bramini e sadu, capre galline e mucche libere, bambini sporchi... 300 persone isolate dal mondo che vivono come 1000 anni fà, e un sadu che vive a bordo fiume come 10000 anni fà, ma c'è da dormire! Incredulo pago 100 rupie nepalesi, qualcosa come 90 centesimi di euro e capisco subito che è il posto che fà per me!!!

L'unico che parla inglese nel villaggio è l'insegnante e padrone del lodge. 

La sera gironzolo tra le case e le bestie, ceno bufalo in condizioni igieniche assurde. La zuppa di lenticchie ha riposato in una pentola in mezzo alla strada per un paio d'ore, poi è passata una mucca e ci ha dato un'abbondante leccata prima che la padrona se ne accorgesse... e poi me l'hanno servita!!!
Ottima!!!


Rabi, l'insegnante, tra una birra nepalese e l'altra mi invita a visitare la sua scuola l'indomani, dice che lui insegna in un villaggio remoto... beh, non riesco neanche a immaginare come sarà visto che già questo posto è completamente fuori dal mondo... ma decido di accettare, tanto per cambiare..

Passo la sera tra le quattro sorelle nubili che gestiscono la taverna; sono una piccola mandria di enormi bufale che starnazzano come oche ma mi fanno ridere... forse perché non capisco neanche una parola di nepalese!

Sveglia alle 5 e mezza che ci sono 40 minuti di strada davanti a noi!

Tè nero e patate lesse, sigaretta e in marcia.
Tralasciando i circa 30 gradi con clima subtropicale e un serpentazzo di 2 metri, dice innoquo, che ci attraversa il cammino dopo 2 minuti, bisogna comunque tenere da conto il fatto che il sentiero supera un'enorme collina e 7 torrenti e che ho una piccola infezione ai piedi da sanguisughe che mi rallenta.
Guadi tra torrenti di montagna, bestiacce di ogni sorta, sudore, disagio, erbazze urticanti, salite mostruose... per andare al lavoro ogni santa mattina per una vita intera...
Quanti ne conosco che per qualche grado in meno nel condizionatore dell'ufficio sclerano?!?!
Troppi!!!!!


Dio santo la scuola mi sembra quella del libro cuore. Mi viene un nodo alla gola entrando. Una stanza rancida con tre scrittoi in legno e 7 bimbe che vestono una divisa blu ma infeltrita e sporcata dal tempo. La lavagna è la parete scurita dello stanzino ma in compenso la giovane insegnante che ci sta scrivendo sopra è una patata da paura... 

Mi guardano timidissime come fossi un alieno e in verità un po' lo sono... anche se abituato a tutto e senza paura di nulla non reggo facilmente la visione del passato. Uno sguardo gratuito sul mondo com'era. La distanza che intercorre tra i ricordi del mio percorso di studi con questo crudo "imparare almeno l'indispensabile" mi indispone.

Ma come ogni storia che meriti di essere raccontata finisco a bere birra di riso a casa di una vecchia nana nepalese... e mezzo sbronzo riprendo la strada del ritorno confuso, sudato bombo e coi piedi marci. 


Citando il mio caro vecchio amico Gerardo Dell'Aqve: "La conoscenza in campo medico che ognuno di noi ha nel mondo occidentale basta per essere medici in un villaggio del terzo mondo".


E così è!!!
Nel regalare la grossa parte delle medicine che ho con me alle sorelle Bisonte percepisco un certo brusio nel villaggio. Pian piano arriva gente con piccoli problemi di vario genere a chiedere una mano al dottore italiano e Rabi traduce fedele.
Li vedo i vecchi: "Mi hanno detto che è arrivato un chirurgo dall'italia"
"Sei andato a farti vedere la pustola? È primario in dermatologia!"
"Dicono abbia fatto partorire una vacca ieri, deve essere per forza anche veterinario"


Chi ha mal di testa, sbram un Moment; chi ha mal di ossa, sbram un antidolorifico; la piccola ha la febbre, sbran una Tachipirina. Rabi ha una brutta scottatura sul polpaccio; mi spiega che portando sua moglie in moto hanno perso l'equilibrio... beh quando poi ho visto la moglie l'ho biasimato... un triceratopo da mezza tonnellata che bloccherebbe una pista intera di motocicli altroché perdere l'equilibrio, è già bravo a essere vivo... comunque gli spalmo un po di cortisone in pomata che tanto domani vado via... la bambina avrà avuto la malaria e non ha più di 3 giorni di vita, il vecchio avrà avuto un trauma cranico che svilupperà un edema, la vecchia l'artrosi e Rabi la lebbra che col cortisone butterà in cancrena... ma tanto domani scappo!!!


Penso sempre alle galline e a quanto bene gli va a loro!

Piluccando tutto il tempo quando fà luce e dormendo quando fà buio. 
Mi lavo al torrente non per scelta ma perché si fà così e una gallina assaggia le scaglie di sapone che mi cadono da dosso. 
Il dubbio amletico è: ma la gallina come fà a capire che il sapone che assaggia non è commestibile?! Con che criterio risputa metà delle cose che assaggia e guarda caso proprio la metà non edibile?!
E perché un animale cosí dotato nell'ambito gastronomico caga dove cammina e assaggia inconsapevole anche le proprie feci per poi naturalmente sputarle essendo non commestibili!?!?
Ma chi ha potuto dotare un fine gourmet di una tale inconsapevolezza... allora esiste un dio, un dio cinico e con un grande senso dello humor che se ne sta lassù a guardare divertito un essere che può scegliere con una certa conoscenza di cosa cibarsi ma che deve scuotere la testa avanti e indietro ogni passo che muove in questo mondo... o forse un dio triceratopo che ha fatto tutto un po' alla cazzo essendo troppo ingombrante e goffo...

chissà...


Rudy



venerdì 7 giugno 2013

zuppa di pollo




Una vecchia lavora rapidamente dei ravioli ripieni di carne. Ne fa uno ogni battito di ciglia. Attorniata da pentole e marmitte fumanti dà ordini alla nipote che é indaffarata a servire ai tavoli. Dalla valle sale una nebbia densa come il vapore di brodo di pollo che bolle con dolcezza. La zuppa di pollastro che servono con i ravioli mi scalda le ossa da dentro e mi salva dal freddo che nelle Bengala Hills e in Sikkim non mi dà tregua... Il tetto del mondo lo posso vedere e mi sembra quasi di toccarlo. Montagne innevate che nonostante siano distanti 200 km sembrano vicine. Questo mi dà l'idea di quanto enormi siano. Se la catena dell'Himalaya è il tetto del mondo questa è la grondaia... piove sempre e la nebbia ti mangia la pelle. La potente Karizma ormai ha cambiato nome. Dopo il Nagaland la chiamo "la bestia"! Zero paura e completa affidabilità! La bestia mi accompagna per strade sterrate tra fango e sterpaglie. Corriamo liberi tra montagne millenarie e costeggiamo sereni fiumi sacri.
Senza paura ora siamo in Sikkim e la faccenda si fà interessante, la Cina si respira in ogni cosa. Le pelli chiare della gente, gli occhi a mandorla, la lingua e finalmente una mentalità diversa, più aperta rispetto all'India. Le donne comunicano col mondo e si vestono in modo più occidentale. Tutto è pulito. Incredibilmente pulito per essere India.


Mangio un'altra zuppa di pollo che incandescente mi rovina la serata. Il padrone del ristorante e del lodge dove alloggio mi offre un whisky del Sikkim che incrementa il bruciore del palato. Ho come l'impressione che si farà tardi forse le 11... magari fra un po' entra una puttana... in Sikkim dicono sia pieno. Io non ne ho viste, per ora.
Le ore scorrono con una lentezza difficile da credere tra caffè e sigarette. Guardo l'orologio e si muove lento, lentissimo. Con la lingua allappata dal brodo di pollo e dal whisky mastico il tempo guardando un vecchio che tenta di pulire con una scopetta sotto il lavandino a lume di candela una cucina che avrebbe bisogno di un ettolitro di acido muriatico. Regola numero uno: non guardare  mai in cucina! Non cucinerei neanche per il mio peggior nemico in una cucina indiana. E pensare che mangio ogni giorno cibo che passa attraverso muri grondanti di unto nero come l'inferno e per mani lerce che sporcano quel che toccano. Mmmmmm... zuppa di pollo...
fantastica zuppa di pollastro!!

Sono sereno e mi risuona in testa insistentemente una poesia di Esenin...

Rudy




domenica 2 giugno 2013

Beroad.it





In questi giorni Rudy è entrato in contatto con  Beroad.it e gli è stata fatta un'intervista :
http://www.beroad.it/post/11788/india-moto-intervista-rudy-citossi
Buona lettura a tutti!!!


Darjeeling, Bengala Occidentale, India

mercoledì 29 maggio 2013

Furbizia




Io che vorrei essere il più furbo tra i furbi ho deciso d'esser meglio del Gps e con una certa dose di soddisfazione ho intrapreso una via nuova per andarmene dal Nagaland.
La strada per il navigatore c'era ma la realtà si è dimostrata diversa...

Parto giulivo con quel sapore in bocca che chi sente di aver fatto una furbata ama tanto.

Parto giulivo e la strada è finalmente bella, non è come all'andata, è strettina ma confortevole e il paesaggio toglie il fiato.
Parto giulivo e arrivo a un bivio... la strada che dovrei prendere non c'è! Chiedo al villaggio ma pochi capiscono la mia preoccupazione. Sono tutti come sempre interessati alle fatidiche quattro domande: 
• What's your good name? 
• Wich country? 
• What's your purpose of visit?
• Are you married? 
Anche se scorrette si ripetono identiche in tutta l'India. Un vecchio mi dice che potrei fare una strada alternativa...
Parto di nuovo giulivo e la strada peggiora pian piano e la gente, quando chiedo informazioni per qualche cittadina, spara numeri da brivido... 220km, 190km, etc..
Parto giulivo e faccio anche un video come fosse un prologo al dramma dove dico alla videocamera che la scelta è stata efficace e che il posto è stupendo.
Parto giulivo e la strada peggiora drasticamente. Si dimezza in larghezza ma guadagna in profondità visto che le buche superano i 30cm. Mi devo fermare ogni 50 metri per riempire le buche con ramaglie e pietre senza considerare la fatica che faccio a portare la Potente Karizma sullo sterrato.
Riparto giulivo e arrivo a un punto in cui, dopo 4 ore senza incontrare essere umano e villaggio, trovo una capanna vicino alla strada e un cancello in bambù richiudibile... busso, chiamo, sbircio ma niente. Apro e continuo.
Parto giulivo e le ore scorrono e il Gps trova la posizione ma senza segnare la strada... é tutto grigio sulla mappa e la freccia azzurra che indica dove mi trovo é lì nel nulla. Per l'amor di dio, il posto è fantastico ma sono le 15 e sono dentro una proprietà privata. Dopo un po' almeno trovo un altro cancello e un'altra capanna. Continuo.
Partii giulivo ma a questo punto valuto la possibilità di accamparmi per la notte visto che la mulattiera non ha fine e sarò a 2000 metri d'altezza. Mi blocca solo il fatto che la giungla è infestata dai leopardi... trovo un limpidissimo rivolo d'acqua e mi rinfresco i piedi ma li devo togliere subito per il dolore provocato da una trentina di sanguisughe che mi stanno succhiando il sangue.
Partii giulivo e finalmente, stremato, arrivo in città. La polizia mi dice, dopo le solite quattro domande, se sono pazzo e mi scorta per i successivi 20 km. Gli sbirri mi comprano addirittura da mangiare e da bere, dice: "non si sa mai, è per i prossimi km". 
Perché? Cosa c'è dopo? 
"Ah niente, altri 30 km di strada disfatta prima di trovare asfalto..."
Partii giulivo e ora mi viene da piangere. Continuo imperterrito e alla fine arrivo in un lodge alle 19.30! Undici ore dopo rispetto a quando giulivo partii.


Se pensate che guidare in India sia faticoso, non potete immaginare cosa sia guidare di notte, e visto che la notte in India arriva repentina e alle 18, circa tutto l'anno, la strada si fa campo di battaglia per cavalieri dalle armature di plastica metallizzata e il clangore delle armi diventa fari abbaglianti che come scintille ti sfrecciano accanto. 


E quelli che si credevano furbi, come me, lustrano gli elmi sporchi di terriccio ai veri talentuosi del torneo...



`Un omaggio al mio caro amico Paul Turkly perche` tra gli svarioni delle
mulattiere del Nagaland ricordavo con nostalgia gli svarioni delle strade della
romagna... e il pensiero mi ha tenuto compagnia.`



lunedì 27 maggio 2013

Regina di cuori



L'orizzonte é lo stesso. Burma é distante pochi chilometri e le montagne sono state disegnate dalla stessa penna. Il senso di paura che mi sfiora é uguale. Ma qualcosa di diverso c'é!
Questo é Shangnyu e a differenza di Longwa la gente é sorridente, piove di rado e i bambini non ti tirano pietre addosso. Noi siamo diversi. Oltre all'italiano con cui divido i letti da una settimana si sono attaccati come sanguisughe 3 americani... e in più mormoni! Poveretti...

Il re di Shangnyu percepisce all'istante la differenza di STILE! A me e all'italiano offre subito un rum e gli americani neanche li caga. Questo re é decisamente diverso dal precedente. Stessi vizi, dall'oppio all'alcol passando per la gangia fino alle sigarette e al betel ma con più amore per la vita degli altri. È affettuoso con la sua ventina di bambini e le 3 mogli. È gentile con gli ospiti e parla anche un rude inglese. 


Malauguratamente dopo qualche ora passata tra i vizi un americano tutto merendine e salviette disinfettanti vuole fare l'Indiana Johns di turno e avvistate tre pantegane che stanno affumicando sopra il fuoco gli chiede se possiamo assaggiarle...


La mattina, chiara e fresca, ti sveglia con uno spettacolo di fiori e profumi. Le donne del Nagaland amano tenere i giardini delle capanne in ordine e pieni di vasi di fiori tropicali. Questa non è l'India dei cumuli di spazzatura ovunque, questa é la Svizzera del 1600.

Il re giulivo ci accoglie alle 7 in punto per il brunch di sorcio e la mia mattina alla Ozzy Osburne può iniziare.
Ha 65 anni ma é come posseduto dalla voglia di eccesso e tira dentro al vortice i due italiani che gli piacciono tanto continuando a non cagare gli americani che, dopo aver scoperto che non possono usare nessun tipo di droga e fare sesso prima del matrimonio, ormai non valgono nulla per lui.
Continua a prenderli in giro per l'accento che hanno, dice che non si capisce niente, è solo "fafafafafa and rerererere"... io sono d'accordissimo con lui!!
Verso le 11 il pranzo è in tavola (a terra) e il re si vanta, ormai disintegrato, dei quattro tipi di carne che ci sta offrendo: cervo, maiale, ratto e uova. Il cervo è perfetto perché in Nagaland non si abusa delle spezie coprendo il sapore delle pietanze. Il maiale è un pezzo di grasso affumicato per mesi sopra il fuoco ed è così grasso da essere nauseante. Beh, le uova non sono carne ma sono buone con un chutney di pomodoro e il ratto... sa di merda! Ha un sapore uguale all'odore m della cacca di mucca e fà decisamente impressione intero ma riesce a essere comunque meglio del grasso di maiale!


Alle 3 del pomeriggio il re è perso tra le fiabe della "medicina di dio" condite con un litro di rum, decine di sigarette, betel e qualche spliffy ogni tanto. Ha gli occhi girati al contrario e vaneggia su Re Salomone e il diluvio universale. È un buon cristiano!!!

Come in un thriller lancio sguardi all'ultima moglie del re mentre lui mi sputacchia addosso e mi abbraccia confuso. Lei ha 22 anni e ricambia insistente le mie occhiate. È un profumato fiore d'acacia tra le mani di un lercio minatore ucraino... è bellissima. Quasi quasi ci provo... e la sera scappo!
Lei insiste non consapevole forse del fatto che per quanto stordito e vecchio possa essere suo marito sarebbe comunque in grado di tagliarmi la testa con un colpo secco.
Lui ormai sragiona e passa dalle lezioni di diritto civile alle cure per le lesioni cerebrali con un erba miracolosa senza tralasciare la parapsicologia e addirittura toccando a un certo punto l'importanza della simulazione nel combattimento corpo a corpo nel deserto... dove avrà letto certe cose non ne ho idea ma mi é comunque simpatico... 
e lei mi guarda...


Con la poca forza che mi rimane dopo una mattina che mi ha messo a dura prova lascio la casa del re per una passeggiata mentre lui, credendomi il profeta Ezechiele, mi prega di portarlo con me a Gerusalemme... quasi quasi lo convinco che dio vuole che io prenda sua moglie!!




lunedì 20 maggio 2013

RE nero



Mentre seguiamo il re della tribù all'interno della capanna reale un senso di inquietudine si mescola al rispetto. La sua dimora é tanto enorme quanto scarna. È così buio da non vedere a due metri e mentre l'occhio si abitua all'ombra sulle pareti compaiono teschi di bufali e zampe di gallina. A centinaia assieme a scudi, mannaie e fucili. Nella stanza principale giocano decine di bambini tra qualche donna che cucina a terra. Sono vestiti come tutti gli indiani normali, ma decisamente più sporchi. Il re ci accompagna in una piccola stanza in terra battuta dove, attorno a un fuoco, sono seduti alcuni anziani. Solo il fratello del re conosce qualche parola di inglese. Ci fanno accomodare su degli sgabellini di 10 centimetri e subito dopo arriva il tè. Un amarissimo tè nero di "casa". Stanno fumando oppio tutti assieme. 

Mentre salivamo per le strade dell'estremo Nagaland tra le nuvole dello stato più orientale d'India ho avuto l'impressione di essere in un paradiso. Le montagne si alzano per 2000 metri punteggiate di capanne di agricoltori che vivono solitari. I prati si perdono a vista d'occhio e le aquile sfruttano le correnti d'aria calda. I villaggi in bambù si aggrappano alle montagne con tenacia. I cacciatori di teste sono stanchi e vecchi e in cambio di antiche glorie guerriere non ottengono che prese in giro dai bambini per le loro facce tatuate. Sono mansueti ma hanno gli occhi pieni di morte! La nebbia si fà pioggia ogni ora e lava le strade dalla merda e i cuori dall'odio, che qui si percepisce sopra ogni cosa. Questo non é l'affettuoso Assam con le sue calde accoglienze, questo è l'inizio del mondo dove è nato tutto e dove tutto è rimasto tale. Non c'è spazio all'affetto e ai gesti d'amore, qui ci sono solo giochi di sguardi rubati per uccidere o presi in prestito per amare. Qui non ci sono gli indiani che ti fermano per chiederti da dove vieni, qui non esisti per nessuno se non per i bimbi che, tronfi, ti sfidano tirandoti pietre e legna addosso!

Il re ci vuole far dormire con lui. La stanza dove si fuma l'oppio è la caverna dorata del sovrano. Lui vive lì. Non fà nulla tutto il giorno. Viene qualcuno a trovarlo, gli porta in dono dell'oppio o del tè, qualcuna delle 7 mogli porta la legna o del cibo e le bambine si affacciano per vedere cosa succede. Ci sono quattro letti di teck e una ragazzina ha messo delle coperte "pulite" su due di essi che saranno le nostre alcove per qualche giorno. Entra un uomo sporco e seminudo con una borsa di plastica piena di cose. La pipa da oppio, del tè nero arrotolato in un vecchio giornale e una specie di nassa in bambù. Da un pacchettino di carta tira fuori del mais e mescolandolo assieme a delle braci nella nassa fa i popcorn...  lo scoppiettio fà ridere tutti fragorosamente. Li rovescia al suolo e tutti ne prendono felici fin quando qualcuno non prende una brace bollente e giù di nuovo tutti a ridere. Il re versa, calmo, dell'acqua dentro a un bambù adagiato sul fuoco per fare il tè.

La casa reale è sul confine tra la Birmania e l'India. Io dormirò da clandestino questa notte perché il mio letto è in Myanmar. Sono tranquillo comunque perché nessuno ha la forza per prendere in mano il Dao e tagliarmi la testa visto che sono tutti strafatti di oppio. Anche il fucile del re non fà paura perché è, come qualsiasi cosa, pieno di polvere e reso nero dalla fuliggine che invade la camera.

Non c'è internet. Non c'è la polizia. Non c'è acqua, si beve quella piovana. Non c'è corrente. Non ci sono lampade a olio. Non ci sono autobus, macchine o biciclette. Non si fà la spesa e non si va dal barbiere. Non ci sono gabinetti e cucine. Non fà caldo e piove sempre. Non c'è il sole dopo le 17 e prima delle 6. Ma non poteva mancare il manifesto dell'indomita potenza del cristianesimo che, con una chiesa imponente da sopra un'altura, scruta i peccati del presente e quelli del passato di un popolo fiero e impavido che però non ha avuto abbastanza forza per rimanere fuori dalla logica dell'unico VERO dio!

Rudy 


Collegamento telefonico con Rudy del 18 maggio 2013...sulle frequenze di Radio Onde Furlane.
Buon Ascolto a tutti!


lunedì 13 maggio 2013

"Singe nu à l'ancienne"







Majuli é la piú grande isola fluviale al mondo. Con 27 villaggi, un intricato labirinto di strade di campagna e il Brahmaputra che la cinge, ti accompagna dentro se stessa come una carezza. L'aria é dolce di fiori tropicali e la gente é cordiale e rilassata. Migliaia di mucche, capre, galline, conigli e maiali vagano liberi per le strade, per i giardini e fin dentro casa.
La calma è la regola che gestisce ogni cosa a Majuli e io la seguo con devozione.
Mi crogiolo sul "divano" di vimini sotto il portico in bambù tra cuscini ricamati a mano, té nero e sigarette. I turisti che c'erano fin ieri se ne sono finalmente andati, capiamoci erano turisti come me, zaino in spalla e in giro senza paura, però sono comunque contento di essere finalmente un po' solo tra la natura.
Adoro quando le giornate scorrono lentissime e non ho niente da fare.
Al villaggio mi fermano, mi chiedono come sto, cosa vado cercando e mi offrono il chai.

Tre giorni fa ho comperato un lume a petrolio in vetro spesso e grezzo perché le candele non funzionano bene come i fiammiferi e in piú c'é troppo vento. Il lume invece funziona a meraviglia. Con 5 rupie di petrolio la fiamma sta accesa per 10 ore e la qualità della luce é strepitosa, gialla intensa e forte, come tre candele.
Sono arrivato al punto in cui l'acquisto di una lampada a olio diventa la grande occasione di svago della giornata e tutto gira attorno a essa.

Domani mattina sarò di nuovo in sella al bolide pronto per visitare il Nagaland.
Sono un po' preoccupato per il giro che devo fare... tra un villaggio e l'altro ci sono svariate decine di chilometri tra montagne remote e incontaminate e non so quanti posti per dormire troverò. Spero vivamente che la potente Karizma non mi lasci a piedi in mezzo al nulla.

Accendo l'ultima Flake prima di andare a dormire. Ho già pronta la "scopa" di paglia per ammazzare i soliti 4 o 5 ragni grandi come una mano e veloci come schegge. Appena metto piede in camera li vedo subito perché i loro occhi riflettono la luce come dei brillanti... mi osservano con timore... attendono con riverenza... provano aSTAKK! Morti!

Penso alle ultime tribù di cannibali del Nagaland.
Non mi dispiacerebbe una fine pittoresca, cucinato vivo da un cuoco del villaggio esperto in carne umana, se non fosse che sono certo che la ricetta sarebbe di sicuro un noioso riso bollito con una zuppa di lenticchie IPERpiccanti, della cipolla cruda e della carne rossa... in questo caso la mia.
Credo che sarei polemico fino all'ultimo consigliando allo chef come cuocermi al meglio e lui, come d'abitudine per un indiano, non accetterebbe il consiglio visto che la "scimmia nuda" per tradizione millenaria si cucina così. Maledetti cannibali nagalandiani che non capiscono niente di confits, di charcuterie e di crème fraîche.
Rudy





martedì 7 maggio 2013

Scimmia nuda




Una scimmia se ne sta pacifica su un ramo a un metro d'altezza, sul ciglio della strada masticando qualcosa, qualche seme o qualche piccolo frutto. Mi osserva intensamente. Le scimmie fanno paura, ti guardano dritto negli occhi, ti scrutano con insistenza. Probabilmente si starà chiedendo come mai non ho i peli come lei, visto che mi avrà scambiato di sicuro per un lontano parente vista la notevole somiglianza tra noi... e parlo in particolare di me e di lei!!! 
Gli elefanti invece hanno uno sguardo vuoto. Gli occhi degli elefanti sono vacui e inquietanti. Non ti guardano mai negli occhi, sembra che osservino sempre qualcosa oltre a te, nel senso di qualcosa oltre il tuo corpo, scrutano lontano. Gli elefanti sembrano immense pietre levigate. Hanno un colore e una sinuosità talmente simile alle pietre che molte volte su una collina credi di averne avvistati alcuni se non fosse che poi ti accorgi che erano dei grossi pietroni. A dispetto di questo gli elefanti sono docili, quieti e decisamente intelligenti. Sono stato a spasso per la parte collinare del West Bengal e mi sono imbattuto in diversi elefanti selvatici e sono anche riuscito a cavalcarne un paio all'interno di qualche parco nazionale. È stato rilassante. Non si può capire quanto sia piacevole lasciarsi guidare in groppa a un pachiderma fin quando non lo si prova. 
Poi la giungla. La fitta giungla tropicale ti toglie il fiato! Ti rasserena e ti spaventa nello stesso momento. Tra uccelli, minuscoli insetti e animali enormi ci si potrebbero passare giornate senza accorgersene. 
Poi i rineceronti. Non pensavo fossero tanto mansueti. Le volte in cui li ho potuti vedere l'ho fatto da una distanza minima e loro, nonostante l'elefante e gli uomini, sono rimasti tranquilli a godersi il loro momento. 
I cervi, i pavoni, i cinghiali e i bufali. Tra West Bengal e Assam ho trovato una natura meravigliosa e della gente decisamente migliore che nel resto dell'India. Guadando inferocito le strade del nordest d'India con la potente Karizma, che finalmente è tornata in forma smagliante, mi sono imbattuto nelle celebrazioni del Bihu ovvero l'inizio d'anno assamese. Fermandomi, così per buttare un occhio, avendo visto movimenti in un campo adiacente la strada, sono stato travolto dall'affettuosa accoglienza dell'Assam. Hanno fermato la celebrazione, mi hanno portato in platea assieme agli "anziani" e dopo avermi regalato con una breve cerimonia lo "scialle" che gli uomini indossano solo per le occasioni speciali (gamocha) hanno preteso che dicessi qualcosa... é stato abbastanza imbarazzante parlare di fronte a 500 persone senza sapere da dove iniziare e senza sapere cosa dire... dio santo! 
Mi sono fermato 3 giorni trasportato dal turbine di accoglienza per case e palchi, a bere whisky con i cantanti più famosi in camerino e nella stazione della polizia... felice e rilassato alla fine sono stato ospitato coattamente come international guest nel resort di quello che si è dimostrato un amico generoso, Mr Ranju. 
Il resort è completamente fuori dalle dinamiche della vita indiana ma contemporaneamente ne fa anche parte, quindi ho approfittato dell'occasione per passare una meravigliosa serata con lui e i suoi amici in mezzo a un oasi naturale. ...ora sto valutando la proposta di Ranju di mettermi in affari con lui... piantagioni di tè. Magari mi faccio una casetta per la vecchiaia che incombente si avvicina. Mi vedo col completo bianco e un panama in testa come l'uomo del monte che mi aggiro per la piantagione dell'Assam pestando con un legno i bambini che raccolgono il tè! 
Le due cose più utili al viaggio finora si sono dimostrate la corda, vivamente consigliata da mio fratello (F.m. n°1), e il cambio tattico di ciabatte, dal modello in pelle a quello completamente in gomma! La corda devo ammettere che l'ho portata a 12 metri rispetto ai 30 consigliati dal fratello e la uso quotidianamente mentre le ciabatte di gomma sono necessarie per superare indenne i fanghi delle strade che qua abbondano visto che piove spesso. Le due cose meno utili invece si sono dimostrate essere la doccia portatile e... i preservativi. 

"Se le scimmie sapessero annoiarsi potrebbero diventare uomini" Johann Wolfgang Goethe


Rudy




lunedì 29 aprile 2013


Replica dell'intervista telefonica andata in onda sabato 27 aprile 2013
sulle frequenze di Radio Onde Furlane...





Ecco qualche foto dell'ultima tappa di Rudy a Siliguri